Negli ultimi tempi si parla tanto di felicità, di come raggiungerla, ma cosa significa veramente?

Il corso alla Yale University

Poco tempo fa in una Università Americana è stato aperto un corso accademico che in poco tempo ha visto partecipare 1200 studenti circa, ovvero il 25% della popolazione studentesca dell’intera Università.

Il titolo del corso è Psychology and the Good Life, ovvero la felicità. Esso aveva l’obiettivo di lavorare sugli atteggiamenti che possono aumentare le possibilità di essere felici. Vista la grande affluenza al corso, ci si è chiesti se gli studenti siano così tanto infelici. A questo si aggiungono i dati sull’aumento dei tassi di depressione e ansia tra i più giovani.

Felicità e resilienza

Parlare di felicità può generare più problemi aggiungendosi alla pressione già esistente per apparire felici sui social media. Ma la risposta risiede in concetti essenziali come la resilienza, la regolazione emotiva e la tolleranza delle difficoltà. Diversamente se si concentriamo troppo su termini come felicità, molti potrebbero sentirsi inadeguati e falliti solo perché si sentono instabili emotivamente.

Insegnare agli studenti ad affrontare i fallimenti, pare non basti. Questa abilità dovrebbe essere appresa in età molto più giovane, e affinata nel tempo. Ma per affrontare le situazioni difficili, i giovani hanno anche bisogno di gestire i conflitti interpersonali, accettare le emozioni più difficili  e tollerare l’angoscia.

Le competenze emotive contro i disturbi mentali

I docenti americani ritengono che queste “materie” dovrebbero essere parte di un sistema d’istruzione ed educazione in grado così di accrescere competenze trasversali, capaci di prevenire veri e propri disturbi mentali.

Per queste ragioni è utile considerare la possibilità di fornire questi strumenti attraverso training personalizzati adatti a sviluppare tali competenze.

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La Psicologia Positiva e il Benessere personale