Come scegliere lo psicologo?
Spesso ci si imbatte in una questione spinosa ma allo stesso tempo cruciale per il buon proseguimento di una terapia, ovvero la scelta del professionista giusto.
Dunque come scegliere lo psicologo?
Al di là di una ricerca per competenze e specificità, scegliere lo psicologo significa basarsi su una componente fondamentale. Giocare cioè nella relazione e nella sintonia che si definisce nel setting. In due sole parole alleanza terapeutica.
Cosa è l’alleanza terapeutica?
Secondo Bordin (1979) l’alleanza terapeutica è costituita da tre componenti:
(1) l’esplicita condivisione di obiettivi da parte di paziente e terapeuta;
(2) la chiara definizione di compiti reciproci all’inizio del trattamento;
(3) il tipo di legame affettivo che si costituisce fra i due, caratterizzato da fiducia e rispetto.
Soprattutto rispetto alla costruzione del legame affettivo intervengono vari fattori tra cui comportamenti: atteggiamenti ed emozioni del terapeuta e vissuti passati e presenti del paziente. Questi determinano una combinazione predittiva dell’efficacia stessa della psicoterapia. In tal senso l’alleanza terapeutica si configura spesso come un vero e proprio legame di attaccamento, in quanto può essere rappresentata come base sicura, di cui ricercare la vicinanza o da cui separarsi con difficoltà.
Come agire allora?
Anzitutto bisogna approcciarsi al professionista e chiedere anche un semplice incontro conoscitivo, il quale può servire per tracciare una prima analisi del bisogno. Dopodiché ciascuno può farsi guidare dalle proprie sensazioni, da quanto si è sentito in sintonia col terapeuta, dal grado di empatia e di fiducia trasmesso, tutti aspetti che solo attraverso un’esperienza diretta si possono valutare.

