L’ansia è uno dei disturbi più comuni nella pratica clinica, ma rispetto al suo trattamento, si stanno sviluppando tecniche nuove nella gestione dei sintomi più importanti. Nella maggior parte dei casi l’attivazione corporea e l’irrigidimento muscolare si legano al cattivo uso della respirazione.

La funzione respiratoria e la gestione delle emozioni

L’attività di respirazione è una delle funzioni corporee involontarie e automatiche, ciò significa che garantisce la nostra sopravvivenza indipendentemente dalla nostra volontà.

Proprio perché automatica, la respirazione può favorire circuiti viziati che alimentano tensioni e rigidità a livello psico-fisico. Per evitare che si crei già una predisposizione automatica a livello fisico nel fronteggiamento di una serie di eventi esterni ed interni, è possibile agire sulla respirazione e imparare a controllarla in maniera più funzionale.

Quando proviamo un’emozione, essa modifica il nostro respiro, pertanto possiamo fare caso a questo aspetto.

La respirazione toracica e addominale

Le persone ansiose respirano principalmente con la parte più alta del torace, impegnando la porzione più piccola dei polmoni che è quella meno capiente. Di qui nasce la sensazione di mancanza d’aria o perdita di ossigeno. La sensazione di deficit di ossigeno fa aumentare la frequenza respiratoria, in particolare dell’inspirazione, cosa che accresce l’iperventilazione e quindi l’eccesso di ossigeno immesso. L’iperventilazione predispone quindi all’insorgere dei sintomi ansiosi e degli attacchi di panico.

Per fronteggiare questo problema è importante imparare a respirare con il diaframma, che è un muscolo addominale che separa la cavità toracica da quella addominale. L’inspirazione fa contrarre il diaframma che spinge verso il basso, aumentando la capacità toracica e quindi polmonare. Ci si può allenare a respirare con la pancia e spingere l’aria nella parte bassa dei polmoni. Questo tipo di respirazione favorisce il rilassamento e la stessa ossigenazione dei tessuti muscolari.

Una nuova tecnica di respirazione

Una nuova tecnica usata per gestire il respiro si chiama “Square Breathing”, “Respiro Quadrato” chiamato così perché si disegna un quadrato con il respiro. Ogni atto respiratorio dura la stessa quantità di tempo ed è ripetuto per 4 volte, alternando inspirazione e espirazione con dei momenti di pausa. Questo tipo di respirazione è in grado di rallentare il ritmo respiratorio.

Per capire se respiriamo bene o no possiamo distenderci e poggiare una mano sul petto, poco sotto le clavicole, ed una sull’addome, poco sopra l’ombelico. Respirando naturalmente, quale mano si muove di più? Solitamente le persone ansiose usano più frequentemente la respirazione toracica.

Oltre la gestione dei sintomi, è importante approfondire con una visita psicologica le condizioni interne ed esterne che agevolano la manifestazione dell’ansia.

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